Come ideare con meno complicazioni possibile un nuovo branding.
Ideare un nuovo branding è una cosa semplice. Almeno se si hanno le idee chiare. Cosa non sempre scontata. Questa chiarezza si chiama Corporate Identity (CI) e definisce il complesso di tutte le caratteristiche che distinguono un’azienda e rappresenta anche l’immagine dell’impresa o dell’organizzazione garantendo, in ambito di comunicazione e comportamento, una presenza comunicativa omogenea all’interno come all’esterno. Il branding è espressione visiva e contenutistica di questa identità.
Solitamente, tra i responsabili di un’azienda o di un’organizzazione si diffonde una leggera irrequietezza quando si esprime il desiderio di una nuova presenza comunicativa. A buon ragione. Infatti, elaborare un nuovo branding è un po’ come eseguire un’operazione a cuore aperto sull’azienda o l’organizzazione in questione. Recentemente, anche noi ci siamo esposti di proposito a questo processo, uscendone per lo più illesi. Anzi, addirittura rafforzati. Ma potrete rendervene conto di persona. Tempi confusi come questi richiedono, infatti, ancora più chiarezza e focalizzazione. Soprattutto in ambito di comunicazione. Perché la comunicazione crea orientamento.
Nel seguito, spiegheremo in otto passi come si giunge a un nuovo branding senza farsi troppo innervosire.

Secondo passo: chi deve essere coinvolto?
Quando si elabora un nuovo branding, si devono naturalmente coinvolgere le personalità che hanno un maggior impatto sull’organizzazione. Almeno altrettanto importante è però anche un punto di vista esterno che rispecchi questa autopercezione. Per questo, è determinante che a ideare il nuovo branding sia il team giusto, soprattutto un team composto dalle persone responsabili dell’azienda o dell’organizzazione, a cui si aggiungeranno esperti specialisti esterni in grado di mettere il dito nella piaga e porre le domande giuste. Ad esempio noi.

Terzo passo: chi sono io?
Il chiarimento della propria identità è il passo più importante per il posizionamento sul mercato. Sembra che ci siano aziende che, anche dopo anni di esistenza, non si sono mai chieste da dove vengono, dove vogliono andare, cosa sanno fare particolarmente bene e cosa sono effettivamente. Hanno semplicemente successo. Per il momento. Nel nostro caso, si è cristallizzato un filo conduttore, un minimo comun denominatore di tutti i lavori svolti per i nostri clienti, che si trattasse di consulenza in merito alla strategia della comunicazione, di crisi, di idee creative o della concreta implementazione di misure concrete. Il feedback raccolto in quasi 20 anni si può riassumere in questa frase:
“Voi siete quelli per le situazioni sensibili”.

Quarto passo: cosa ho da dire?
Sempre più spesso sottovalutato quando si tratta di ideare una nuova presenza comunicativa e, al contempo, la vera sfida sul piano dei contenuti è il messaggio. Su quali temi si fanno affermazioni? Di che affermazioni si tratta? Da quale punto di vista? In che tono? Brevi frasi, o un po’ più lunghe? A chi ci rivolgiamo effettivamente? Per quanto riguarda i contenuti, si fa presto a costatare se il chiarimento dell’identità ha coperto tutti gli aspetti rilevanti. Nel caso, saranno prodotti dei buoni testi.
Ma non è tutto: buoni contenuti e buoni testi non sono la stessa cosa. Allora, buon per chi conosce professionisti in grado di capirlo e di trasporre in forma testuale quello che vuole dire. Probabilmente non è un caso che questi professionisti si facciano chiamare redattori di testi. È palese.


Quinto passo: il design.
Le informazioni visive vengono percepite molto più velocemente di testi, video o linguaggio parlato. Per questo il design è così importante. Il design abbraccia tutti gli elementi visibili che caratterizzano un marchio, come il logo, i colori, la tipografia, il linguaggio delle immagini, le forme e la realizzazione creativa degli strumenti di comunicazione (ad es. sito web, documenti aziendali ecc.).
Ebbene: per questo ci sono degli specialisti! Scordatevi di Canvas, di Photoshop o della nipote che sa fare dei biglietti di auguri così belli. Perché gli specialisti possano agire in modo efficace, hanno bisogno di un briefing appropriato; vedi terzo passo.




Sesto passo: la fotografia.
Le persone vogliono vedere altre persone. Concedetevi lo sfizio di un esperto che sappia capire le vostre esigenze e crearvi una presenza comunicativa adeguata alla vostra identità. Noi ci siamo concessi lo sfizio di affidarci ad Axel Martens, il noto fotografo tedesco. Avendo già avuto occasione di conoscerci nel progetto di un cliente comune, è riuscito a fotografarci con grande autenticità. A parte questo, si tratta anche di una persona in gamba e simpatica. Proprio come Moritz, che si è occupato delle luci.










Settimo passo: il contesto.
Tutto quanto viene visualizzato, stampato, filmato e parlato contribuisce a creare la nuova immagine che trova espressione nel branding. Anche gli esempi dei lavori già svolti, presentati in una cornice ridisegnata. Nel nostro caso, impresa tutt’altro che facile visto che di molti progetti non è opportuno parlare pubblicamente. Tanto maggiore è stata la nostra soddisfazione nel vedere quanti dei nostri clienti erano disposti a presentare sul nostro sito web esempi del lavoro svolto per loro.

Ottavo passo: pazienza.
Un nuovo branding è pensato per durare a lungo. In fase di ideazione, vale perciò il principio: meglio bene che presto. E conviene dargli retta. Noi comunque abbiamo anche fatto presto: sei mesi circa dopo il kick-off, la nostra nuova presenza comunicativa era già pronta. Con un nuovo nome, un nuovo sito web, un nuovo arredamento dei locali aziendali e molto altro ancora.




Primo passo: fatevi seguire.
Fatevi seguire da esperti. Ad esempio da noi. L’ideazione di una nuova presenza comunicativa è un’ottima occasione per verificare e rinforzare l’identità di un’azienda. Non c’è energia più potente di quella che scorre dalla vostra identità. Noi siamo specializzati a porre le domande necessarie per elaborare un concetto chiave come questo, e ciò ci appaga molto portando a una presenza comunicativa che sarà come un magnete che attira dal futuro.
Cordiali saluti


